Marius Fabre

Una lunga storia

Con un’abbondanza di materie prime – olio d’oliva, carbonato di sodio e sale della Camargue – la Provenza è stata la regione per eccellenza per la produzione di sapone fin dal Medioevo.

Crocevia di scambi commerciali, Marsiglia divenne la principale produttrice di sapone francese nel XVII secolo, seguita da Salon-de-Provence e poi da Tolone.

Nel 1688, Luigi XIV emanò un editto di Colbert che istituzionalizzava il sapone di Marsiglia, stabilendo le regole per la sua produzione: oltre alla cottura in grandi caldaie, si dovevano utilizzare solo oli d’oliva puri come oli vegetali e tutti i grassi animali dovevano essere vietati. Questo editto permise al sapone di Marsiglia di acquisire una reputazione che non lo avrebbe mai più abbandonato.

La rivoluzione industriale

Sotto l’influenza dello sviluppo industriale e coloniale nella seconda metà del XVIII secolo, la produzione raddoppiò e l’impatto sul traffico marittimo legò definitivamente un prodotto inizialmente regionale al nome di Marsiglia.

Il XIX secolo fu caratterizzato da progressi nell’igiene, nella tecnologia (vapore, elettricità, meccanizzazione), nella chimica e nella ferrovia.

Nonostante questi progressi e l’avvento della pubblicità all’alba del XX secolo, la concorrenza internazionale prese piede, annunciando il declino dell’industria nei decenni successivi.

L’età d’oro del sapone di Marsiglia

Il XIX e l’inizio del XX secolo videro l’età d’oro del sapone di Marsiglia, “72% olio, extra puro”. Marsiglia e Salon-de-Provence prosperarono grazie all’industria del sapone e dell’olio, motori chiave dell’economia regionale.

Gli anni ’40 segnarono la fine del boom: l’industria del sapone continuò a declinare nella regione di Marsiglia.

Diverse ragioni spiegarono questo declino, tra cui l’avvento dei detersivi sintetici e la diffusione delle lavatrici, lo sviluppo dei supermercati, la creazione di nuove fabbriche di sapone in regioni al di fuori del sud e la caduta dell’impero coloniale francese.

Il ritorno all’ecologia

Il ritorno ai valori naturali ed ecologici negli anni ’70 e ’80 ha segnato la rinascita del sapone di Marsiglia, sebbene non riacquisterà mai l’importanza di cui godeva un tempo. Delle 108 fabbriche di sapone di Marsiglia e delle 14 di Salon nel 1924, nel 2018 ne rimangono solo tre a Marsiglia e due a Salon.

Ricco di storia, il sapone di Marsiglia è diventato anche un bene storico.

Oggi, i consumatori stanno riscoprendo le virtù di questo prodotto naturale e biodegradabile, un’alternativa ai prodotti derivati ​​dall’industria chimica e petrolifera.

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Lo staf di Fridalab San Donà